10 Maggio 2009 • 2 Commenti
Creare una cucina, un negozio, un bar, usando soltanto oggetti ed elementi che vengono trovati grazie agli scartati dall’industria a causa della loro obsolescenza, disuso o semplicemente la loro produzione terminata che non ne consente la commercializzazione e vendita nel grande mercato industriale. Questo è il lavoro dello studio olandese Architecten 2012 che riceve la commissione di un cliente e parte alla ricerca di scarti ed oggetti in disuso, ispirandosi alle loro forme, colori, al materiale stesso trovandogli un nuovo impiego, una nuova vita, che altrimenti non avrebbe una fine così felice, finendo in un magazzino o discarica. In una parola sola, "superuse". La loro attività, più simile ad un grande laboratorio che ad un vero e proprio studio di design ed architettura, ha prodotto numerosi esempi di riuso:
Un negozio di scarpe dove gli scaffali e l’esposizione di scarpe sono composti con parabrezza di macchine e le panche usate dai clienti scarti di legno, varie strisce di colori e forme diverse.
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29 Aprile 2009 • Nessun commento
Nei scorsi giorni si è conclusa la maratona del design a Milano. Una settimana intera tra il salone del mobile, salone satellite e il fuori salone in zona Tortona ha avuto un grande successo e credo che abbia incuriosito un grande numero di persone, anche quelle che non sono necessariamente del settore. Per visitarlo tutto con tranquillità non basta un giorno, e sfortunatamente era tutto quello che avevo a disposizione.
Una delle tendenze sempre più frequenti e richieste dal mondo del progetto sono l’eco compatibilità o perlomeno la riciclabilità dei materiali/oggetti, grande attitudine soprattutto per i mobili in cartone:
Chun Wei Liao, mobili componibili in cartone, personalizzabili con i propri disegni e scarabocchi.
Seggioli in cartone pressato (simile alla carta pesta) e colorato di forma semplice, essenziale ed impilabile , progetto 001 di Sodra.
Non posso tralasciare lo stile giovanile e giocoso dei sei gruppi di design di Berlino, che nel mese di jugno ospiterà il festival internazionale di Design 2009.
Coral, sedute divertenti e casual di Werner Aisslinger ispirate alla vita corallina del mare, oggetti di varie grandezze e colori con moduli esagonali in feltro e struttura interna in policarbonato.
L’azienda Seletti ha presentato una serie di cassettiere serigrafate in MDF, decisamente disinvolte ed energiche, anche come esposizione al pubblico, che sembrava una vera e propria installazione.Oltre a queste, vengono proposti numerosi oggetti e contenitori per la casa e la cucina.
Immagino che non vi aspetterete mai di trovare una culla per bambini in policarbonato nero o rosso, dall’aspetto pulito, lineare e leggermente inquietante. Spazi quotidiani "disturbati" dallo stile della designer slovena Nika Zupanc.
Per quanto riguarda l’illuminazione mi permetto di segnalare i Lignt Blubs , lampade sorprendenti che diventano quasi sculture di luce e forma, dove la lampadina sembra gonfiata, ingrandita ed impesantita dal proprio peso, che si appoggia sulle superfici sottostanti. Creazioni di Pieke Bergmans, uniche ed irripetibili, un vero lavoro di artigianato.
16 Aprile 2009 • Nessun commento
Nell’articolo precedente ho parlato delle difficoltà che si possono trovare tra il mondo del design, architettura, tendenze e mode … Ho trovato un articolo su Brava Casa, che parla di Marco Capellini, designer e architetto, uno dei primi a specializzarsi in ecodesign che ha fondato la Matrec, una grande banca dati di materiali e prodotti riciclati. Un eco designer è un progettista che analizza aspetti ambientali, di marketing, di produzione ecc, per creare un oggetto amico dell’ambiente, dell’uomo e in certo senso anche di economia.
Molti suoi progetti partono dal cassonetto, dove vengono trovati i materiali della raccolta riciclata che possono essere riutilizzati centinaia di volte, permettendo un grande risparmio di energia per la loro estrazione o creazione. Alluminio, legno , carta e cartoncino,
Oggi esistono norme piuttosto severe e vari marchi che contraddistinguono prodotti "eco" e cercano di spiegare quali caratteristiche li rendono tali. Il problema e le domande che si pongono le persone è il perché dei prezzi piuttosto alti di alcuni prodotti sostenibili, se le fonti dei materiali sono fonti di riciclo e dovrebbero costare di meno? Molti prodotti di uso quotidiano sono già nei negozi , dai fazoletti, alle caffettiere, alcuni pezzi d’arredo … Bisogna ricordare che nel futuro la domanda per questi prodotti aumenterà notevolmente, così si farà viva anche la necessità (anche economica) delle aziende per i materiali riciclati.
L’obiettivo, secondo Capellini, è trovare nei negozi e supermercati solo beni ambientalmente sostenibili.
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30 Marzo 2009 • 2 Commenti
Le mode e le tendenze vanno e vengono. Un anno piacciono i capelli corti, l’anno dopo quelli lunghi, un anno i colori vivaci e brillanti e l’altro colori freddi. Si potrebbe dire che vale la stessa cosa per le tendenze di case, macchine, barche ed oggettistica varia. Ma quando il comprare o produrre beni di consumo che esprimono e valorizzano la biocompatibilità, il basso consumo di energia, inquinamento ridotto e la biodegradabilità diventa una moda o l’ultima tendenza? Come facciamo a riconoscere un prodotto che davvero esprime questi valori da quelli che li evocano per aumentare vendite e pubblicità?
Oltre a queste domande ce ne sono moltissime altre.
Gli ultimi cinque, dieci anni nel ambito del prodotto industriale hanno visto un vero boom di eco incentivi, (nuove) tecnologie applicate, ricerca e così via …
Personalmente sono convinta che una grande parte di persone che acquistano prodotti più o meno costosi con queste caratteristiche, non lo fanno per una convinzione personale e per il loro interesse, ma semplicemente perché è diventata l’ultima tendenza. Tutti ne parlano, tutti conoscono le ultime notizie, tutti si preoccupano del nostro pianeta, tutti i telegiornali del mondo parlano dell’inquinamento delle città, foreste ed oceani. Mi chiedo quanto tempo durerà e quanto tempo ci vorrà perché la tendenza passi e si trasformi in un vero interesse e comprensione dei problemi che affliggono la nostra esistenza. Non nego il beneficio che le persone e l’ambiente possono trarre da questa situazione, anche economicamente. Sicuramente il tema dell’ambiente è diventato un buon tema sul quale investire sia in termini di soldi che in termini di benessere, ma nonostante ciò bisogna essere consapevoli del fatto che le grandi (e piccole) aziende stanno facendo scelte strategiche e speculazioni per trarne il massimo vantaggio, dove l’interesse originario viene spesso messo un po’ da parte.
Come gestire tutti questi problemi socio/cultural- economici … Non lo so. Voi lo sapete?
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10 Marzo 2009 • 1 Commento